Racconti

2. In metropolitana<

  Ancora in metropolitana, come ogni giorno, come sempre.
  La carrozza affollata, gremita, con tutti i posti seduti occupati, coperti, arriva alla prima fermata importante. In tanti si alzano, si accalcano, spingono: “Permesso!” “Ma che maniere!”. Ed escono quasi scappando.
  Per una frazione di tempo indefinibile la gente che c'era non c'è più e la nuova non c'è ancora.

  E’ là fuori, la posso vedere formare due ali a ciascuna porta, si spostano per far scendere, per far passare come fece il Mar Rosso con la gente d’Israele. E’ ancora là, inquieta, pronta, in attesa di catapultarsi dentro con una nuova brama di spazio. Quasi fosse un’onta rimanere a terra. E’ là in attesa del proprio ambito premio: un posto seduti od un angolo di carrozza dove si prendono meno spintoni.
  Ma la fiumana di coloro che scendono non è ancora finita.
  All'interno della carrozza la visuale si apre: non ci sono più teste, corpi, borse, cappotti, libri e giornali aperti che la impediscono e si può vedere tutto, da un capo all’altro della carrozza.
  Ed ecco che una signora seduta scorge una sua conoscente seduta lontano. Si vedono e si salutano. Nei sedili di fronte ad una delle due si sono liberati due posti vicini: quella fa cenno e l'altra capisce e, in meno che non si dica, sono sedute una di fianco all'altra chiacchierando.
  Uno dei due posti lasciati liberi è di fianco ad una bella studentessa dagli occhi grandi che sta divorando un libro sul prossimo esame. In piedi, un ragazzo dalla faccia da secchione, con la barba incolta, se ne accorge: con un balzo le è già di fianco, seduto. Si sistema la borsa sulle ginocchia ed inizia a scrutarla sperando ed attendendo di essere visto, riconosciuto e, almeno, salutato.
  Ma la ragazza, che l'aveva già visto è subito infastidita, alza lo sguardo, badando bene di non guardarlo, cercando un'idea, un aiuto. Eccolo! L'altro posto lasciato libero è proprio di fianco ad una ragazza che incontra tutti i giorni all'università ma che di solito fa fatica anche a salutarla. “Beh, meglio quella che questo!” Pensa ed in attimo è deciso: chiude il libro, lo mette nella borsa, si alza tenendo cappotto, libri, borsa e matita nelle mani e si sposta verso il nuovo posto di salvataggio.

  Ma ecco che la fiumana in uscita è terminata ed un fiotto di ragazzi del liceo sono già dentro a caccia del posto, magari per poterlo offrire trionfanti alla loro spasimata ragazzina, oppure abbandonare sprezzanti a qualche sbuffante vecchietto.
  Ed uno felinamente si siede proprio dove era diretta la studentessa guardando spavaldo gli altri che gli si accalcano intorno. “Ho vinto!” Sembra dire e, tutti insieme, iniziano a gridarsi scherni e battute, noncuranti di disturbare gli altri viaggiatori.
  La ragazza, sorpresa a metà della sua fuga, si volge indietro ma già una signora, con due sporte, un'aria arcigna e poca voglia di discutere, si è seduta al suo primitivo posto.
  Allora riorganizza la sua roba: i libri trovano un posto forzato nella borsa, la matita si attorciglia ai capelli raccolti sulla nuca, il cappotto riprende la sua funzione di vestito ed infastidita si aggrappa ad un sostegno proprio prima che, con una partenza a strattoni, la carrozza riparta.

Andrea Portunato - Tutti i diritti riservati

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pagina aggiornata il 30 ottobre 2008
scritto da Andrea Portunato