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NUOVA TEORIA SULLA LETTURA GEROGLIFICI USANDO IL SANSCRITO
di Andrea Portunato (2016)

Premessa


  In questa pagina vi presento una nuova teoria relativa ai geroglifici egiziani.
Secondo questa mia ipotesi il geroglifico ed il sanscrito avrebbero una radice comune e quindi sarebbe possibile leggere (almeno in parte) i geroglifici utilizzando il sanscrito.

I geroglifici

  Innanzitutto, i geroglifici sono una modalità di scrittura adottata in Egitto a partire dal 3000 a.C circa ed utilizzata fino all’epoca della dominazione romana.
  Gli antichi Greci e Romani non avevano problemi con la comprensione dei geroglifici. Durante il governo dei Tolomei (305 a.C. - 30 a.C.), dinastia di origine macedone, e sotto il governo degli imperatori romani (dal 30 a.C.) i geroglifici erano ancora utilizzati. L’ultima iscrizione conosciuta fu incisa alla fine del quarto secolo d.C.

Per esempio, la Stele di Rosetta, famosissima perché ha permesso l’inizio dello studio dei geroglifici, riporta l'iscrizione di un decreto del faraone Tolomeo V Epifane (210 a.C. – 180 a.C.), in tre differenti grafie: geroglifico, demotico e greco.
Dal II secolo d.C. si diffuse in Egitto il copto, lingua che adottò i caratteri dell'alfabeto greco. Con la concomitante diffusione del Cristianesimo gli antichi simboli del geroglifico, troppo legati all'antica religione, furono definitivamente abbandonati portando all’oblio del loro significato.
Dal VII secolo, con l'espansione islamica, anche il copto, fu sempre meno utilizzato in favore dell'arabo.
  Lo studio dei geroglifici riparte all’inizio dell’800 utilizzando le conoscenze sulla lingua copta, della quale si era conservata memoria in quanto utilizzata come lingua ufficiale dalla Chiesa cristiana ortodossa egiziana (detta Copta).

   Come primo esempio di lettura vi propongo proprio la parola: “EGITTO”

  Secondo le fonti copte, l’Egitto era chiamato KMET (in copto scritto KHME) e la sua trascrizione in geroglifico è quella che vi sto mostrando.
Attribuendo ad ogni geroglifico una lettera, come potete vedere, sono stati individuati i valori fonetici di ciascuno.
  Secondo questa interpretazione, gli antichi egizi dovevano scrivere ben 4 segni solo per pronunciare un'unica sillaba (kmè).
  Secondo la versione più diffusa l'etimologia della parola deriverebbe da "terra nera" (kmè = “la nera”) riferito alla terra limacciosa dell’area intorno al Nilo.

geroglifico ALA

geroglifico CIVETTA

geroglifico DIGA
geroglifico TUTTO

KHME (dal copto)

KM (pron. kèm)

(M)

T

brandello di pelle di coccodrillo con scaglie

civetta

pane
città
paese


  Sappiamo dalle fonti scritte che i greci e i romani invece dicevano Egitto (Àigüptos in greco e Aegyptus in latino).
  Dato che questo nome, Egitto, si differenzia molto da quello copto, Kmè, secondo un’ipotesi attuale, potrebbe derivare dalle parole in antico egizio
"Hut ka Pta"cioè la “casa del ka di Ptah”, nome attribuito ad un tempio del dio Ptah a Menfi.
  Secondo questa interpretazione gli egiziani, per indicare il loro paese, dicevano kmt (la-nera) e i greci invece egiptos (la-casa-del-dio-ptah).
  Un po’ come se uno straniero invece di Italia, chiamasse il nostro paese Santa-Maria-Novella, come la famosa chiesa di Firenze.

Lettura in sanscrito.

  Riprendiamo i geroglifici.
In un’altra mia ricerca, ho notato che il suono K (anche nelle sue varianti fonetica C e G) è presente nei nomi relativi agli uccelli in molte lingue (per esempio OCA, gallo, duck, ecc.).
  Mi è sembrato strano che il disegno della civetta, nell’egiziano antico, avesse invece il suono M e che K fosse riservato al primo simbolo (descritto come la pelle del coccodrillo).
  Ho anche notato che alcuni nomi di uccelli predatori hanno al loro interno dei suoni simili a quelli di CIVetta: GHEPpio (un tipo di falco), GIPeto (un tipo di avvoltoio) e GUFo in italiano, i latini avevano acCIPiter, l’avvoltoio, uKAB l’aquila in Hindi mentre nel Magreb uQAAB è il falco.
  Allo stesso tempo ho notato anche che nella parola aeGYPtus la seconda sillaba è GIP.
  Mi sono chiesto: e se gli egiziani chiamavano la civetta con un nome simile al nostro?
  Proviamo quindi ad inserire GYP per il secondo geroglifico e gli altri di Ae-gyp-tus di conseguenza.

geroglifico ALA

geroglifico CIVETTA

geroglifico DIGA
geroglifico TUTTO

AEGYPTUS

AE

GY

P+T

ala

civetta

sasso/macina
città


  Ma cosa poteva significare EGITTO scritto in questo modo?
  Proviamo a cercare di interpretare i geroglifici in modo simbolico.


geroglifico ALA

geroglifico CIVETTA

geroglifico MACINA

geroglifico CITTA'

ala

civetta, animale legato, usato come richiamo

macina a mano

braccia incrociate al petto, tutto, tutti

= penne unite, insieme

= legato, governatore, governo

= macina, cibo

= tutto il popolo, città

AE

GI

P(R)

TOS

unione

governo (GOV)

grano

città

insieme/unione «politica» delle città/popoli


  Il primo, AE, ricorda un’ala. Quindi non una singola penna ma tutte insieme, quindi ipotizziamo che voglia dire “insieme”.
  Il secondo, GY, è chiaramente una civetta. Mi sono ricordato che la civetta, spesso era catturata e legata ad un palo, per un’antichissima tecnica di caccia (se gli altri uccelli vedono la civetta non scappano e quindi si possono cacciare Per esempio nell'immagine dal libro di Dionisio Minaggio (Milano 1618), con i cacciatori che portano i richiami, tra cui la civetta.). Da cui CAPta (catturata) e COPula (unire) in latino, GABbia in italiano e la parola pastoia in albanese KAPistall, KAPank’ner in armeno.
  Quindi la civetta potrebbe indicare il legame, anche politico, il GOVerno, la base delle CIVitas latine.
Il terzo segno più che un pane potrebbe essere il disegno stilizzato di una macina per il grano (pressum in latino) da cui P(R).
L’ultimo geroglifico, che si ritrova in molti termini egizi che riguardano le città, potrebbe, appunto, indicare una città. Ritengo però che non sia il disegno di una pianta cittadina. Molto probabilmente ha il significato di TUTTO intero (latino TOTUM), ed usato per rappresenta TUTTA la popolazione, in contrapposizione al singolo individuo. Questo perché l’incrocio indica la braccia incrociate nell’atto di prendere il più possibile.
  Il significato potrebbe quindi essere “insieme dei governi di città”, cioè una specie di federazione oppure un regno unito.
  Tra le parole del sanscrito esiste una parola che ha ha un significato che si avvicina a quello ipotizzato, cioè regno di uno solo (o monarchia assoluta o potere supremo), Aikapatya.
(es. sul dizionario on-line spokensanskrit.de Aikapatya)

hieroglyph WING

hieroglyph OWL

hieroglyph MILLSTONE

hieroglyph TOWN

AE

GY

P

TOS

AI

KA

PA

TYA

Unità
(Sans. aikya)

Essere il proprietario
(Sans. patiya)

ala
(Sans. haya, "che spinge")

civetta
(Sans. ghuka)

macina
(Sans. Pid, pressare)

città
(Sans. Daya, luogo)

AEGYPTUS / AIKAPATYA


Conclusioni

  Dopo questo primo esempio ho cercato e trovato maggiori connessioni tra il Geroglifico ed il Sanscrito e sto realizzando un Vocabolario Geroglifico-Sanscrito che pubblicherò presto.
Ho la speranza che anche altri, magari più preparati e capaci, grazie a questa mia intuizione possano approfittarne per migliorare i propri studi sui testi geroglifici.
(Consigli e suggerimenti sono ben accetti, se volete scrivetemi all'indirizzo Informazioni sui Geroglifici.

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Scritto da Andrea Portunato, pagina aggiornata il 25 Novembre 2016