Cesare

1. L’arrivo

  La notte è più buia quando non vuoi vedere ed il freddo è più pungente quando non hai vestiti adatti. Il bambino intirizzito, aggrappato alla mamma che stava guadando la distanza tra il motoscafo e la spiaggia, aveva paura. Non c’erano voci intorno. Anche se una ventina di persone stava spostando l’acqua in un turbinio di spruzzi salati, nessuno fiatava e l’unico rumore era quello dell’acqua, che come in una risacca fuori tempo accompagnava i sogni di un gruppo di curdi. Quel bambino non piangeva, aveva troppa paura per farlo e non guardava aveva troppo timore di vedere qualcosa. Come in un incubo troppo lungo si ritrovò il mattino seguente in aperta campagna, svegliato dalla fame impietosa, cercò subito nella madre il conforto del cibo. Anche se molto piccolo, forse un paio d’anni, capì che la sua vita stava cambiando, ma la prima sensazione del cambiamento era in peggio: per la prima volta nella sua vita non ebbe nulla da magiare.
  Quel bambino non ebbe la fortuna di giungere in un campo di accoglienza, che, sebbene avrebbe frustrato i sogni dei suoi genitori, gli avrebbe dato cibo e calore. Perciò, se voleste cercare, potreste trovare, solo molto dopo lo sbarco, qualche sua traccia nei registri della polizia italiana. Vi trovereste che un bambino di circa tre anni era stato trovato accanto al cadavere di un uomo, di probabile origine turca o curda, morto di infarto: l’autopsia rivelò solo un vizio cardiaco e fu l’evidente stato di indigenza che portò ad archiviare il caso per morte naturale, naturalmente crudele ed improvvisa. L’uomo era privo di documenti, soldi o bagaglio, e non c’era nessun altro con lui, tranne quel piccolo bambino disidratato. Per questo motivo il nostro bambino, trovato sotto un ponte di un canale vicino ad una spiaggia dall’altra parte d’Italia rispetto a dove era sbarcato, fu portato nel commissariato di Viareggio. In quel commissariato, con le pareti sbiadite e le scrivanie di formica grigia, nessuno sentì mai piangere, nemmeno per un momento, quel bambino gracile e con due occhi grandi e neri.

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pagina aggiornata il 30 ottobre 2008
scritto da Andrea Portunato